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Vampiri: I Dannati - Capitolo II (parte 1)

Potere e Punizione

“Qual è la specie più alta dell’essere e qual è la più vile? Il parassita è la più vile, ma chi è della specie più alta nutre il maggior numero di parassiti.”
- F. W. Nietzsche, Così parlò Zarathustra, 157


Quale è la condizione e le possibilità di un essere morto e rinato con un diavolo dentro?
Che non fosse tutto sangue e potere è un dato già assodato precedentemente, ma all’atto pratico cosa cambia e perché?
Di seguito le risposte.


Demoni

Come detto precedentemente, il Vampiro è composto dalla sua anima umana, una Bestia risultante dal contrasto tra gli istinti e la vitalità preservata del suo corpo a contatto con la Bestia, o una pseudo anima animale generata dal Demone, e il Demone stesso.
Nel manuale base di Vampiri, gli istinti della Bestia e le peculiarità dell’Uomo ancora presente nel Vampiro sono trattati chiaramente e approfonditamente.
Qui si parlerà unicamente del Demone.
Per coloro che desiderassero stabilire le complete e corrette caratteristiche ed attributi del Demone, le regole al riguardo sono presentate diffusamente nel supplemento "Inferno" edito da White Wolf.

Nella trattazione che faremo, il Demone vampirico praticamente non esisterà se non come "voce interiore" al vampiro, che occasionalmente ne prenderà il controllo (vedi Frenesia Nera) ma non avrà esistenza come creature indipendente se non in rari casi che lasciamo alla fantasia del Narratore o ad una lettura del supplemento sopra menzionato. In questi casi sarà una creatura indipendente a tutti gli effetti:
Come linee guida, per chi non possedesse tale manuale ma solo "Mondo di Tenebra Regolamento Base", si consideri il Demone come una creatura effimera simile ad uno spettro, dotata di soli tre Attributi, senza Moralità e con dei Numina peculiari (anche se molti, da Terrorizzare in poi, sono adattissimi a Demoni) ma dotata di un “Rango” che ne determina il potere.
Per i giocatori che possiedono "Lupi Mannari: I Rinnegati" o "Maghi: Il Risveglio", oppure supplementi accessori, come "Predatori", possiamo dire che i Demoni di "Inferno" sono degli Spiriti (con Ranghi, Essenza e Numina) e con svariate altre qualità (la Chiave, legata al modo di procurarsi Essenza; l'origine dei demoni e la loro "evoluzione"; proprietà tipiche di ogni leggenda demoniaca). Comunque, facendo una buona approssimazione meccanica, sono spiriti.
Va ricordato però che questi poteri, questa esistenza indipendente, non sono quelli tipici del Demone interiore, che non è che un "grillo parlante" metafisico e perverso legato all'anima (o all'assenza della stessa) del non-morto: sta a voi giudicare se alcuni poteri possano "mostrarlo" in maniera più esplicita (ma comunque senza renderlo più concreto).


Lo Specchio più Nero

Di seguito le meccaniche riguardanti il "nuovo vampiro" ed al suo Demone.

Alla creazione ogni personaggio ha un Vizio e una Virtù; a queste si aggiunge il Vizio del Demone. E' da notare che in sé Vizio e Virtù del personaggio sono totalmente slegate al Vizio a cui è associato il suo Demone Interiore: in realtà i Demoni non sono nemmeno cosi legati strettamente alle gerarchie a cui vengono associati i Clan, esse sono solo “statistiche” improvvisate che se per caso coincidono, non sono più di pure “mode” nel panorama Vampirico.

Il Demone alla creazione del Vampiro ha Rango 0 (per chi possiede "Inferno", è un Whisperer dal comportamento particolare).

Il suo Rango aumenta di 1 per ogni numero di tiri di degenerazione che il Vampiro compie pari [Rango attuale +2], con un tetto massimo del Rango pari in ogni momento a [7-Umanità], a prescindere che i tiri di degenerazione siano o meno riusciti o che intervenga nel tiro successivo un'alienazione.
Quindi, prima di due tiri di Degenerazione, il Rango di un demone di un vampiro neonato non andrà oltre a zero; una volta arrivato a 1 saranno necessari altri tre tiri di Degenerazione - sempre che intanto il non morto sia rispettivamente arrivato ad avere Umanità 6 e 5, altrimenti il Rango non muterà fino alla degenerazione morale del personaggio.
Quando l’Umanità di un Vampiro scende, aumenta il tetto massimo del Rango e, viceversa, diminuisce quando l’Umanità sale. Potenzialmente quest'ultima potrebbe anche abbassare il Rango attuale del Demone, qualora tale valore superasse il nuovo tetto: un evento raro, in genere, ma possibile.

Qualora il Vampiro vada incontro alla Morte Ultima, il Demone perde un pallino di Rango e torna immediatamente all’Inferno, a meno che questo Demone abbia trovato il modo di ottenere un Vero Nome da un occultista della Terra. In tal caso perde comunque un pallino di Rango, ma non è costretto a tornare all’Inferno.
Altri eventi spiacevoli per il Vampiro si possono avere quando un Demone con un Vero Nome - da qui in avanti definito Dominion - viene evocato quando il suo Vampiro è ancora “vivo”: per ulteriori dettagli vedere il paragrafo Anatemi.

Esiste un altro modo pericoloso e insidioso per un Demone (e ancora di più per il suo ospite) di far progredire il suo Rango: la Diablerie. Così come il Vampiro divora l’essenza della Bestia e del corpo di un altro Vampiro, altrettanto fa il Demone divorando il suo consimile.
Se il Rango del Demone sopraffatto è superiore a quello del Vampiro divoratore, oltre alle perdita di Umanità (che implica un aumento del tetto massimo del Rango demoniaco di 1) il tetto massimo del Rango in maniera definitiva aumenta ulteriormente di 1, per un guadagno netto di +2 al tetto. Ciò è dovuto alla perdita automatica di Umanità, quindi +1, e +1 per aver assorbito un Demone di rango superiore, di fatto espandendo il limite massimo stando alle regole sopra esposte.
Questo è il motivo per cui i Vampiri reagiscono gli uni con gli altri tramite il Marchio del Predatore e perché la Diablerie è cosi intimamente detestata come atto.
Nel caso in cui la Diablerie non coinvolga un vampiro con un Rango del Demone superiore a quello del suo assassino avviene un semplice atto di perdita automatica di moralità ai nostri fini (aumento di 1 del tetto massimo).
In caso di guadagno di Umanità posteriore al fatto, il +1 al Rango massimo del demone non viene intaccato; commettere altre Diablerie innalza la soglia massima sino ad un rango massimo complessivo di 6. A quel punto il Demone potrà tentare la Frenesia Nera ogni notte a prescindere dai punti volontà.

Per ulteriori modi per abbassare il Rango del Demone, consultare il paragrafo Speranza.


Facoltà Infernali

Il Demone ha il potere, all’interno del Vampiro, di sussurrargli occasionalmente suggerimenti e idee che possono essere tanto sensate quante sediziose quanto desidera il Demone stesso. E questo è il suo unico, e solo apparentemente innocuo, potere, nella sua situazione normale.

E’ interesse del Demone spingere il suo ospite al peccato o consigliarlo verso situazioni che mettano in mostra le sue debolezze, a patto che serva per farlo cadere in tentazione e in degenerazione. Se questo significa sedurlo e aiutarlo per carpirne la fiducia, cosi sia.

Quello che il Demone però non può fare in nessun caso e in nessuna condizione, per quanto lo desideri, è mettere il Vampiro consapevolmente in pericoli che ne causerebbero anche potenzialmente la Morte Ultima: il patto sancito con l’Abbraccio obbliga il Demone a estendere la non vita del Vampiro in eterno; i demoni non possono in nessun modo e in nessuna circostanza essere costretti a deviare da tale assunto, nemmeno quando sono in pieno controllo del corpo durante i casi di Frenesia Nera (o Demoniaca: vedi sotto).

E’ potere del Demone, e quindi del Narratore o del giocatore che lo impersona, di far accadere (o suggerire in un orecchio al Narratore) qualche effetto minore che possa contrariare o mettere in evidenza qualche cosa di spiacevole o angosciante per il personaggio.
Tali eventi non devono tuttavia mai corrispondere a danni reali fisici evidentemente prevedibile e nemmeno essere architettati in modo da portare all’esasperazione totale o peggio ancora a rendere suicida il Vampiro, in virtù del patto sancito con l’Abbraccio.


A cura di: Gabriele Logozzo
con la consulenza di Luca Correnti


Supervisione e Revisione a cura di: Jacopo Aste

 




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