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Commenti(0) Vampiri: I Dannati - Capitolo I (parte 1) Un'Eterna Notte di Infernale Dannazione
“Mi son fatto una regola: di non bere mai alla luce del giorno e di non rifiutare mai da bere quando è buio." - H.L. Mencken Vampiri. Creature della notte assetate del sangue dei viventi, demoni della notte avidi di innocenza ed anime. Quanto di questo è realtà, quanto mito ? Forse la cosa più sconvolgente é che é tutto vero, anzi vi è molto di più. Ogni cultura ha i suoi miti dei vampiri, di demoni e presenze malefiche: avete mai notato quanto siano contraddittorie, come se ognuna parlasse di cose diverse? Forse è cosi. Ma forse l’ipotesi più sinistra è che non stiano affato parlando di cose differenti, bensì di aspetti diversi della stessa cosa. Questo articolo fatto in casa esplora un'ambientazione simile a "Vampiri: Il Requiem" e se ne discosta allo stesso tempo. Forse troverete spiegazioni a punti lasciati nel dubbio, gettando lampi di (oscura) luce sui grandi interrogativi del vampirismo targato White Wolf. Cos'è la Bestia? e da dove viene? Quali sono le più profonde ramificazioni, e i più misconosciuti segreti, dei Dannati? E soprattutto quanto, e perché, sono Dannati? Questi segreti, grandi come l’Inferno, saranno qui svelati. Il Lamento dall’Abisso
Nessuno ricorda più come sia iniziata. Nessuno che calpesti ancora la terra con arti di carne, almeno. Vi è solo qualche leggenda, qualche ipotesi sopravvissuta al corso dei millenni, trasmessa da Fratello a Fratello, da Sire a Infante, sino ai giorni nostri: una storia di perdizione. Molti testi sacri affermano che agli inizi del mondo ci fu un grande scisma tra entità potenti e divine e che una parte di esse venne esiliata, lontana, nel buio più profondo. Tal luogo ha nomi noti in maniera diversa in varie culture, ma il concetto è sempre analogo. L’Inferno. E gli orrori che ribollono e imperversano in esso, intelligenti e privi di ogni umanità, che lottano e scalciano nella loro prigione. Cosa c’è di peggio di stare in una grande gabbia per sempre? Forse dimorare in una gabbia ancora più piccola… Ogni Vampiro che cammini sulla terra conosce bene le pene dell’inferno: la Bestia che urla e ringhia il suo furore, che esige sangue, riparo dal sole e dal fuoco purificatore. La Bestia non è un'entità vuota ed astratta: esiste nel nero cuore del non morto come istinto ferino, ma non solitaria poichè in aggiunta ad essa vi è un vero e proprio Demone, un Diavolo dell’Inferno richiamato da un atto empio e sacrilego, dannato e foriero di catastrofi. Tale atto è l’Abbraccio. Ogni volta che un Sire genera un Infante le mura dell’Inferno si crepano momentaneamente, dando luogo ad una piccola fessura che lascia passare solo un miasma, venefico e anti spirituale. Esso si condenserà nel corpo morente del promesso Vampiro. Un nuovo Demone nasce, insediandosi nella corruzione: un essere, dannato e dall'esistenza eterna, si installa nel cadavere di una creatura prima vivente, contaminata dal sangue diabolico e dal sacrificio di parte di una volontà libera, quella del Sire. L’anima in via di trapasso e il Demone si incontrano a mezza strada e quando ciò avviene il secondo spinge indietro la prima, legando quella e sé stessa al cadavere. Resteranno incastrati in questo mondo… così sorge un Vampiro. La Dannazione: Metafisica del Vampirismo
Che sia stato per scelta libera e consapevole o per puro capriccio del Sire, l’Infante si trova di nuovo nel suo corpo. Ma non è solo, non più, mai più: sente nel suo petto, immobile, un estraneo; un mormorio nella testa che mai aveva sentito prima. Inoltre percepisce come un richiamo… un canto di sirena che vuole condurlo a compiere il male, a fare la cosa sbagliata. Si tratta però solo di un sussurro, un leggero mormorio che fa capolino nella sua mente. Si presenta dapprima quasi come una serie di piccole sviste nel flusso dei pensieri, sembra che il caso cerchi di provocarlo. Purtroppo per lui, invece, è tutto reale e non c’è niente che lasci spazio all'immaginazione: i vampiri chiamano “la Bestia” quell’impulso animalesco che dona poteri, “frutto di Disciplina”, ma anche gravi e disumani desideri... di sangue, di morte, di riposo. Essa è questo e non solo: è l’urlo di rabbia e paura, di fame e desiderio di riposo, nel mondo interiore del Fratello, causato dalla presenza di un Demone che avvelena l’esistenza di un corpo che dovrebbe solo accettare la sua stessa dipartita. L’istinto di conservazione già posseduto da ogni creatura si sviluppa ulteriormente e si adatta alle nuove esigenze dell'esistenza sovrannaturale, ma ad un prezzo salatissimo per l’autocontrollo del Vampiro. Perché il suo corpo non gli appartiene più in esclusiva: una sinergia occulta è all'opera nel suo cadavere animato. Si dice che i primi a cadere fossero gli Angeli ribelli: creature immortali e divine che, di fatto, avevano già favorito dei frutti dell’Albero della Vita, cosi come pure di quello della Conoscenza. L’uomo mangiò i frutti solo del secondo e venne fermato prima che potesse favorire di quelli del primo. Ma ora quel corpo del figlio d'Adamo o della figlia di Eva è morto; non c’è più solo l’anima umana od il suo riflesso: anche un Demone ora è presente. Nelle religioni si legge che il sangue è la vita. I Demoni però hanno più della vita, posseggono la vita eterna. Il sangue della vita è letteralmente il succo del frutto dell’albero della Vita, stando alle dotte teorie dei Consacrati della Lancea Sanctum; questo sangue, poiché appartiene ai Demoni, ha perso parte delle sue divine virtù: è il succo di un frutto marcio e corrotto e come tale dai poteri limitati e infetto di qualità negative. Per questo i vampiri sono costretti a nutrirsi ancora, ma non degli alimenti dei mortali, bensì dello stesso sangue dei viventi, possibilmente forse degli uomini; ma dopo una lunga esistenza come Vampiri, solo quello degli altri Fratelli. La Vitae è il sangue che il corpo del Vampiro immagazzina, trasmutato dal Demone nella sostanza portentosa che è. Ecco il perché del suo sapore inebriante e perché i vampiri provino cosi tanto piacere nel suggere il sangue (e ancora di più la Vitae già raffinata dagli altri vampiri): quando lo fanno, gustano niente meno che un assaggio, in via di raffinazione o meno, della Vita stessa. Grazie ad essa, non invecchiano e non muoiono. Addirittura possono concedere il dono oscuro a uomini e donne, dando loro affinità al proprio Demone ed ai suoi (dubbi) doni. I poteri dei Ghoul sono infatti riflesso di quello dei vampiri: essi non invecchiano e non muoiono di causa naturale, ma i loro corpi non furono benedetti dal vero frutto dell’albero della Vita, potente sebbene corrotto, e pertanto devono ricevere infusioni frequenti di tale nettare infernale, nonchè di un sacrificio momentaneo della volontà del Vampiro che deve catalizzarne gli effetti. Una blasfema ipocrisia da parte dei Vampiri, che sembrano parodiare i loro stessi Demoni. Del resto però tutto questo potere, e questa Bestia, non è un patto tra contraenti alla pari. Non è nemmeno previsto che sia un contratto giusto, o anche solo volontario tra il neo Vampiro e il Demone che lo possiede: a volte il Demone si agita, e non sottoforma di istinto Bestiale, bensì prende il sopravvento, il controllo diretto della loro comune prigione. Poche esperienze per un Vampiro saranno più spaventose di questa. La cosa più spaventosa della Danse Macabre è che non è giocata solo da Vampiri. Anche i Demoni, le loro Bestie, si riconoscono l'un l'altro tramite il Marchio del Predatore. Sanno quale Demone è più forte, esattamente come il corpo del Vampiro si accorge di chi tra i due è più potente nella sua integrazione tra Demone e cadavere, nella cosiddetta Potenza del Sangue della Bestia. La volontà del Vampiro, può in certe circostanze prendere il sopravvento e guidare gli istinti bestiali del suo corpo morto, ma ogni invito a “padroneggiare” il proprio Demone interiore è solo un invito a lasciargli campo libero: come ogni Demone, ciò che vuole è il potere, che significa Peccato in terra e nel cuore del suo ospite. Guai quando un Demone acquista seguaci e adoratori, quando ottiene finalmente un Testamento Oscuro che gli concede un Vero Nome, un posto accreditato nel mondo tra i suoi simili infernali. Alla distruzione di un Vampiro, il Demone viene preso dalla perdita e perde parte del suo potere; però un Demone che abbia raggiunto il grado di Dominion, è un Demone libero di agire sulla Terra. Tanto più riesce a corrompere il suo ospite, tanto più il proprio potere potrà crescere, libero dal peso di una mente dotata di libero arbitrio, il potere umano che i Demoni temono e cercano sempre di sottomettere. Come se non bastasse, il Vampiro ha un'ulteriore limitazione: le condizioni speciali e sante che hanno il potere di allontanare e ferire i Demoni, feriscono la loro carne corrotta. Le preghiere più pie hanno il potenziale di far tremare il loro Demone interiore, spingendoli alla fuga. Esorcismi: di questo devono avere paura più di ogni altra cosa, perché se la connessione tra Demone e Anima venisse spezzata, il Patto di Sangue e Vitae sancito si sbriciolerebbe immediatamente, lasciando cosi il cadavere libero... ma distrutto definitivamente. Questa è l’ultima cosa che vuole il Demone. Spesso, ma non sempre, è anche ciò che non desidera il Vampiro. A cura di: Gabriele Logozzo
con la consulenza di Luca Correnti Supervisione a cura di: Jacopo Aste L'autore inoltre vuole ringraziare in modo particolare:
Dott.Rorschach, dalle sue domande e critiche si è dipanata ed espansa la storia e l’ambientazione stessa del manuale Nathan Corso, primo a dare fiducia e notare il potenziale dalla prima bozza per un manuale fan made |
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