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Vampiri: I Dannati - Capitolo I (parte 3)

Ballando con la Paura: le Congreghe

Con l’eccezione della Progenie di Belial, e forse del VII, i Vampiri non amano particolarmente stare con le mani in mano sapendo che ci sono loro simili nelle vicinanze.
Persino i Non Vincolati, i non allineati, sono di fatto una pseudo Congrega.
I Vampiri hanno capito istintivamente che dovevano raggrupparsi e associarsi tra loro, se non altro per non impazzire, e nessuno trova strano che i Ventrue e i Daeva siano stati i principali manovratori ed entusiasti.
Anche i Gangrel ed i Nosferatu non disprezzano affatto la comunione di idee e di intenti; i Mekhet di fronte a dottrine e segreti occulti, nonchè la possibilità di spiare dei rivali, sono semplicemente nel loro elemento naturale.
Ma alla luce della loro dannazione, cosa è per loro, nei loro gruppi sociali, il Vampirismo?


Circolo della Megera

Gli Accoliti hanno una lunga storia: si narra che sia stata assieme all’Invictus tra le prime Congreghe mai formate dai Vampiri.
Nel mito della Megera, la madre di tutti i mostri, essi dipingono una storia del Vampirismo che si basa più su una natura spirituale e meno su quella tipicamente diabolica. Parlano di spiriti oscuri e potenti, ma non cattivi e perversi per definizione: sanguinari, potenti e temuti, ma non infernali. E’ questa la vera differenza tra loro e la Progenie di Belial: vedono la loro origine più legata agli spiriti del Creato e ad una loro reimmersione nel circolo vitale.
Qualche convertito precedentemente dei Consacrati afferma che le dicerie di comunioni con spiriti oscuri paventati dalla Lancea erano pura propaganda ed anzi sottolineava come lo spirito di patimento e le sofferenze per un'illuminazione, così come usare la creazione come potere contro la stagnazione e la Dannazione stessa, si sposassero molto bene con i suoi vecchi precetti da Consacrato. Queste affermazioni però avvennero molto prima che le conoscenze più profonde del Circolo avessero strada in lui, cambiandolo per sempre.
C’è comunque da dire che, obiettivamente, l’enfasi posta sui bisogni e sugli atti creativi spesso aiuta questi Vampiri a compensare i loro aspetti più sanguinari, dando loro al contempo una struttura per esprimerli e spiritualizzarli.
Tuttavia anche questi Fratelli pagani sono costretti a riconoscere il potere delle grandi religioni a loro posteriori: se non verso se stessi, verso il Demone interiore che tengono dentro di sé. Alcuni degli Accoliti invece obiettano che sia a causa di queste nuove fedi - e di chi le ispirò - che si ruppero equilibri millenari e vennero ad aprirsi accessi al mondo ai Demoni. Forse un tempo c’erano Vampiri liberi nella loro Bestia ed esenti dalle scorrerie dei Demoni.
Quello che pochi però hanno il coraggio di dire è che a volte i loro corpi e anime sono sconvolti da altre entità spirituali; il risultato di ciò può essere terribilmente nefasto, tanto per il Vampiro quanto per la cosa infausta che si è avventurata nell’animo del Vampiro.


Ordo Dracul

Scienza e occultismo, unite da una fede pragmatica. Pare un'unione adeguata per delle creature non trapassate, rinchiuse in un corpo dotato di una Bestia e con uno spirito infernale come collante.
L’Ordo Dracul ha in comune con la Lancea Sanctum un antenato il cui Abbraccio è quanto meno discutibile, oltre a sembrare un'autentica leggenda; ma se riguardo alla cronaca di ciò che è successo si hanno dubbi sulla natura del fondatore, i suoi lasciti ed i contributi delle sue spose (soprattutto Anoushcka, inventrice delle prime grandi Spire) non sono affatto contestabili.
I Draghi hanno di fatto dato inizio ad una nuova era per il Vampirismo: la Bestia poteva essere “addestrata” in qualche misura, scientificamente. La fisiologia dei non morti è diversa eppure simile a quella di ogni essere umano, ma la Bestia e soprattutto i misteri della Vitae hanno affascinato e fatto letteralmente impazzire di curiosità questi Vampiri. Un tempo come oggi.
Una delle cose che più preme a questi Draghi è il cambiamento. A differenza dei Carthiani però lo scopo di esso non è sociale o politico, che sono per loro solo distrazioni, quanto metafisico.
Le Spire non sono solo poteri della Bestia o del Demone, sembrano semmai il modo in cui l’Uomo e la Bestia lottano contro il Demone, strappandogli un altro po’ del suo potere a beneficio del Vampiro.
Ma se è vero che tali Spire sono così miracolose e potenti, perché non le insegnano liberamente? Certo, il desiderio di potere e segretezza è cosa facile da capire tra i Fratelli, ma c’è un motivo se le conoscenze delle Spire sono un segreto meglio custodito e più difficile da carpire rispetto alle altre stregonerie del sangue, pur trattandosi sempre di materie esoteriche. La verità è che le Spire del drago sono davvero pericolose da padroneggiare senza una costante attenzione e allenamento.
Inoltre i Draghi sono talmente ossessionati dai luoghi di potere mistico proprio perché tali sorgenti di potere influenzano sottilmente la loro natura. E si ossessionano ai dettagli che per quanti piccoli possono fare differenza. Almeno un poco.
Queste filosofie portano sì potere, ma un grande rischio: il rischio di dover affrontare sia la Bestia che il Demone.
Quando un Drago entra nello stato di Crisalide - una trance meditativa profonda - deve modificare il suo corpo e la sua mente a livelli molto profondi, operando letteralmente sulla Bestia medesima. E in quel momento di estremo raccoglimento, devono agire presto perché c’è qualcos’altro che aspetta nell’ombra della psiche. A cui l’idea di vedere qualcuno che cambia l’arredamento alla sua angusta prigione senza chiedergli niente non piace. Non gli piace mai.
E’ stato scoperto cosi che alcuni Vampiri hanno ceduto alla loro Bestia, rimanendone talmente infettati e divenendo revenant, draugr totalmente succubi della loro natura Bestiale, e che tutti i loro sforzi nelle Spire venivano lavati via da tanto furore. Il fatto che anche il Demone potesse tentare ora di padroneggiare nulla più che un corpo controllato solo da istinti Bestiali non è di grande consolazione, anzi risulta ancora più inquietante quando la Frenesia Nera si installa permanentemente in questi soggetti.
Ma forse queste cose sono solo chiacchiere messe in giro dall’Ordo per essere sicuri che nessuno avrebbe voluto pasticciare e rubare i loro segreti.
Almeno gli altri lo sperano. Anche alcuni Draghi lo sperano vivamente, in segreto.


Lancea Sanctum

La Lancea Sanctum storicamente nacque come propaggine della antica Camarilla, o almeno cosi sembrano ricordare i più anziani dei Fratelli, i quali, se non erano presenti alle notti dell’antica Roma, almeno ricordano i racconti del loro Sire, spesso autenticamente biografici.
La Lancea ha colorato e cambiato la cultura dei Dannati più di qualsiasi altra Congrega precedente o attuale: se l’umanità di base è lenta nei cambiamenti culturali, in confronto ai Fratelli i mortali sono come teenager arrabbiati e iconoclasti.
Sulla storia di Longino - di come fosse divenuto ricettacolo del Peccato e di come abbia sempre sentito dal suo risveglio come Vampiro la voce dell’Avversario - si è scritto, detto e speculato tantissimo, nonchè predicato ancora di più. Eppure diversi passi del Testamento di Longino si sono dimostrati concretamente delle pietre miliari per la società vampirica.
Le Tradizioni, soprattutto la necessità della Masquerade, avevano senso all’epoca, ma mai come nei tempi attuali.
Il fatto che siano l’unica Congrega ad affermare di avere ricevuto un aiuto angelico e una sacra missione da parte di Dio - e che se ne vantino - rende tuttavia quanto mai contrastati i rapporti con gli altri Vampiri.
Da una parte l’accettazione del loro ruolo, del fatto che la Bestia debba venir accettata mentre il Demone combattuto, che i riti siano importanti e che ogni Vampiro è dannato per uno scopo divino, danno un senso di conforto ambiguo, che qualcuno sarcasticamente si spinge a definire perverso.
Eppure la Stregoneria Tebana è una magia del Sangue efficace almeno quanto il Cruac, di essa molto più antica. E senza dubbio offrire un supporto spirituale a creature che sono possedute e immortali, non offre poche possibilità di aggregazione.
Tuttavia i messaggi della Lancea non sono affatto umanitari. Neanche lontanamente: è una Congrega di Vampiri per Vampiri; gli umani vanno dominati di nascosto e spaventati, nè possono essere oggetto di amore, bensì vittime predesignate. Per i più ferrei credenti dei grandi monoteismi, questo shock culturale può essere persino troppo intenso.
Alcuni abbracciano in pieno questo concetto di Dannazione e diventano tra i più fedeli e zelanti membri della congrega. Costoro vengono accolti a braccia aperte, mentre altri provano solo disgusto se non per quello che sono diventati, per gli insegnamenti, ai loro occhi profani, della Lancea. E non parliamo nemmeno di quei Vampiri che in vita erano atei e agnostici.
Di fatto la Lancea pone almeno tante domande quante risposte fornisce.


Movimento Carthiano

Il Movimento Carthiano è attualmente la più giovane delle Congreghe. I loro membri sono spesso tra i Vampiri più recenti, hanno le idee relativamente chiare su cosa vogliono e sono fortemente determinati ad ottenerle.
Il punto di forza di questi Fratelli è la condivisione. Condividono idee, forze, reti di favori e scambi di conoscenze in un modo estremamente aperto, con una facilità sconcertante rispetto alle altre Congreghe più tradizionaliste.
Il fatto poi che siano mediamente i più giovani Fratelli dei Domini di cui fanno parte, li porta ad avere atteggiamenti più empatici e sinceri verso la loro razza d’origine.
Questo non significa che si astengano dal crimine organizzato, dalla vendita di droga o dallo sfruttamento della prostituzione, come nemmeno dai racket e dal controllo sulle gang: quello che cambia è lo spirito più “fresco” con cui vivono queste attività. Sono il prodotto di nuove generazioni che non sopportano più il gioco degli Anziani e ciò li mette invariabilmente in urto con l’Invictus.
Le due Congreghe sono avverse l’una all’altra come la Lancea e il Circolo lo sono tra loro e per i medesimi motivi: uno scontro culturale, ma anche di competenza. L’idea di usare i modelli più di successo tra i mortali dà il beneficio di mettere in costante discussione questi non morti, permettendo loro di ritardare o fermare addirittura il processo di stasi che il vampirismo di solito comporta. Questo è essenzialmente il motivo per cui l’Ordo Dracul se non dimostra apertamente apprezzamento per questa Congrega, non trova nessun buon motivo per avervi malanimo.
Non bisogna scordare però che il Movimento ha un focus politico, e poco altro importa loro nel complesso della Congrega. Questa è la loro forza, come la loro debolezza, e di fatto li accomuna come due facce della stessa medaglia con i da loro odiati Invictus.
La verità è che questi Fratelli non sono davvero ben addestrati contro la Bestia e i Demoni Interiori. Tendono solo a distrarli, e a distrarsi, con frenetiche attività che lascino poco spazio alla loro natura mistica. Questa mancanza di concentrazione spirituale sfocia in aperti materialismi e in lotte di potere intestine esasperate ancora di più dalla sua natura frammentaria.
A differenza dell’Invictus, però, possono compensare tali svantaggi con una onesta condivisione di risorse persino nel caso di lotte intestine, mantenendo qualcosa in più che una semplice facciata di unità, contrariamente all’Invictus. D'altro canto ciò ha un inconveniente: la comunanza di tante Bestie e Demoni non disciplinate, senza avere un modello di riferimento, dà cattivo esempio gli uni agli altri.
La verità è che l’idea di Fratelli perduti nei loro Demoni Interiori a capo delle Congrega non fa chiudere occhio di giorno a più di un Fratello. Soprattutto a quelli in seno al Movimento.


Invictus

I Signori della Notte, gli eredi della Camarilla.
I membri della Società sono i più concentrati sul tema del potere sulle società mortali. E’ riduttivo dire che siano affaristi e dominatori nella società dei Fratelli: sotto molti aspetti ne sono i pilastri e le mattonelle, i signori occulti e palesi allo stesso tempo.
Il materialismo in cui si abbandonano non è poi cosi vuoto e ozioso come molti fratelli pensano. L’Invictus, l’imbattuto, usa i suoi modi raffinati come baluardo tanto dalla Bestia, quanto dal loro Demone. Meglio sfruttare le forze di entrambi per il potere temporale e incatenare nell’avidità i desideri dei Demoni, che lasciarsi corrompere da essi.
E’ un gioco sottile e pericoloso, dove l’uomo nel Vampiro cerca di contrattare e fregare i signori degli inganni stessi. In un certo senso tale stratagemma pare davvero funzionare: l’Invictus è di fatto la Congrega con più potere temporale, con il maggior numero di Principi, disciplina e decoro.
Quello che però notano solo i più invidiosi (Carthiani?), e quelli più anziani e integrati nella Società, è che non è vero che ci sia questo scampo dalla Dannazione. La si raffina solo verso un'unica direzione: un'avidità che tutto consuma e nulla risparmia. È possibile per un Invictus essere davvero onorevole, nonchè usare seriamente i suoi talenti per fini virtuosi e filantropici, pur essendo un Vampiro. Ma il peso dell’avidità e le lotte intestine per il potere, l’impegno costante per espandere le proprie risorse anche solo per rimanere a galla, non lasciano molto spazio alle materie spirituali, se proprio uno di questi Fratelli vi ci volesse dedicare l’Eternità.
Soprattutto viene richiesto molto, moltissimo tempo per risalire adeguatamente la scala gerarchica: nel passato spesso questo era più che sufficiente per dare al Demone quel grado di vantaggio e potere che desiderava sin dal principio. Queste dinamiche gli Invictus le conoscono fin troppo bene: anche i Neonati appena inseriti dai loro Sire sentono puzza di bruciato a riguardo che ci sia qualcosa di non detto.
Eppure si convincono facilmente che è solo per qualche contratto o clausola per legarli finanziariamente.


A cura di: Gabriele Logozzo
con la consulenza di Luca Correnti


Supervisione a cura di: Jacopo Aste

 




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